Convivere con l’epatite

In caso di diagnosi di epatite virale, non c’è motivo di farsi prendere dal panico. Finché la malattia non è in uno stadio avanzato, si può condurre una vita normale. È importante informarsi sulla malattia, farsi consigliare sulle opzioni terapeutiche e su come sia possibile proteggere sé stessi dalle malattie secondarie e l’ambiente circostante dal contagio.

Sintomi

Spesso l’infezione acuta da virus dell’epatite non si avverte, l’infiammazione epatica passa inosservata. Talvolta, tuttavia, possono manifestarsi i seguenti sintomi: la malattia inizia come un’influenza, provoca stanchezza, mal di testa e spesso una febbre leggera. Si manifestano anche sintomi quali nausea e vomito. Possono seguire costipazione, diarrea e flatulenza. Talvolta si manifesta l’ingiallimento di occhi e pelle. I sintomi, tuttavia, si attenuano solitamente da soli nel giro di qualche settimana. L’epatite B e C può evolvere in infezione cronica. La stanchezza è un sintomo comune dell’epatite cronica. L’infezione da epatite C può anche causare difficoltà di concentrazione, dolore agli arti e alle articolazioni e dolori o senso di pressione all’addome superiore destro.

Comportamento nella quotidianità

Salvo qualche rara eccezione, non ci sono restrizioni nella quotidianità. Si può mangiare di tutto, ma il consumo di alcol dev’essere fortemente limitato. Non ci sono restrizioni sul lavoro, nel tempo libero e in viaggio, è possibile praticare attività fisica e sport. Si può fare sesso e baciare il proprio partner, purché si seguano alcune regole, di cui è necessario discutere con il proprio medico. Chi è affetto da epatite A, dev’essere consapevole che gli escrementi sono contagiosi. Perciò è necessario lavarsi bene le mani, soprattutto dopo essere andati in bagno. In caso di epatite B è molto importante che i familiari e i partner sessuali siano vaccinati. La gravidanza è possibile, ma è necessario discutere le precauzioni da prendere con il proprio medico. Si raccomanda inoltre di sottoporsi a regolari check-up presso il proprio medico per prevenire ulteriori complicazioni. È auspicabile farsi vaccinare contro l’epatite A o B, per chi ancora non lo fosse. Un ulteriore contagio con uno di questi virus, potrebbe provocare ulteriori danni al fegato.

Raccomandazioni

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